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Esposto CPT (MO)

PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI MODENA.

Esposto-Denuncia.

Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica, il sottoscritto BUTELLI Roberto, nato a Napoli, il 14.08.1966, residente in Modena, Via Divisione Acqui, n. 141/2 (c/o Questura di Modena), nella qualità di Responsabile e Rappresentante Consap, per la Sicurezza nei luoghi di lavoro, all’interno ed all'esterno della Questura di Modena,

e s p o n e:

1) in data 15.05.2002, il Segretario Provinciale di Modena, Sig. Michele Goldoni, dell'Organizzazione Sindacale, maggiormente rappresentativa delle Forze di Polizia, denominata Consap (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia), richiedeva per iscritto (doc. 1 all.to) al Questore p.t. di Modena, dott. Faraoni, di conoscere:

a) i contenuti dei documento contenente la relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, adottato ai sensi e per gli effetti dell'art. 4, co. 2, dei d. lgs. n. 626 dei 19.09.1994 e sue successive modificazioni ed integrazioni;

b) le generalità complete dei Responsabile dei Servizio dì Prevenzione e Protezione, interno o esterno alla Questura, ai sensi dell'art. 8 dei cit. d.lgs. n. 626;

c) le generalità complete di tutti i designati ed addetti al medesimo servizio, esterno o interno alla Questura, sempre ai sensi dei prefato art. 8 dei d.igs. n. 626/’94;

d) le generalità complete dei medico competente, nominato ai sensi dell'art. 16 dei cit. d.lgs. n. 626;

2) il Questore di Modena, con missiva dei 22.05.2002, prot. nr. Div. Pers. Cat. 2.10/02 (doc. 2 all.to), invitava, tra le altre organizzazioni sindacali, anche la Consap a nominare, entro il 05.06.2002, il proprio Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza nei luoghi di Lavoro e lo convocava per la riunione dei 17.06.2002;

3) per l’effetto, la Segreteria Provinciale Consap di Modena designava l'odierno esponente, comunicandolo alla Questura di Modena, a mezzo di missiva del 05 giugno del 2002 (doc. 3 all.to);

4) in data 13.11.2002, lo scrivente nella prefata qualità, richiedeva per iscritto (doc. 4 all.to) al Prefetto di Modena l'adozione di tutte le misure e l'adempimento dei doveri imposti dal d. lgs. n. 626/'94 cit., all'interno del costituendo Centro Temporaneo di Permanenza ed Assistenza, sito in Modena, alla Vìa La Marmora;

5) in particolare, veniva richiesto al Prefetto di Modena:

a) di consentire l'elezione o la designazione, ex art. 18 del d.lgs. . n. 626 cit., dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza in detto luogo di lavoro;

b) di designare, ex art. 4, co. 4, lett. a) e lett. b), del medesimo d. lgs. n. 626, il Responsabile dei Servizio di Prevenzione e Protezione e tutti gli addetti al medesimo servizio, secondo le regole di cui all'art. 8 dello stesso citato d.lgs. n. 626 cit.;

c) di provvedere alla nomina dei medico competente, come prescritto ex art. 4, co. IV, lett. c), nei casi previsti dall'art. 16 dei d. lgs. n. 626 cit;

d) di provvedere, ai sensi dei co. I e Il dell'art. 4 dei d., lgs. cit. - previa collaborazione diretta con il Responsabile per la Sicurezza dei Lavoratori, con il medico competente e con il Responsabile dei Servizio di Prevenzione e Protezione - alla valutazione dei rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, inerenti il suddetto luogo di lavoro, e, all'esito, alla redazione ed alla elaborazione di un documento contenente la relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, specificando i criteri adottati, nonché all’individuazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei dispositivi di protezione individuale, conseguenti alla effettuata valutazione, oltre che alla individuazione del programma circa le misure opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

6) in risposta alla missiva dei 13.11.2002 cit. , il Prefetto di Modena, con lettera del 15.11.2002 Prot. nr. 201/12B - 7 1 Gab. (doc. 5 all.to), deduceva il fatto che il datore di lavoro, nel caso di specie, non è individuabile nella Sua persona, ma "nel Dirigente o Comandante della singola forza interessata" al servizio presso il prefato Centro Temporaneo di Permanenza ed Assistenza di Modena, ritenendo ed assumendo altresì il fatto che "le pianificazioni sulla sicurezza. in base ad accordi assunti, saranno elaborate dal gestore della.struttura (Misericordie) e recepite, previe le opportune verifiche, dai diversi datori di lavoro ivi compreso lo scrivente per ciò che riguarda il personale della Prefettura eventualmente presente nel Centro";

7) in data 07.01.2003, l'odierno esponente, n.q., inviava al Prefetto di Modena ed al Questore, lettera racc. a.r. di pari data (doc. 6 all.to) con cui deduceva ed eccepiva l'infondatezza in fatto e diritto della posizione assunta dal Prefetto di Modena, nella missiva qui cit. come doc. 5 e ribadiva il fatto che il Centro Temporaneo di Permanenza ed Assistenza di Modena era stato avviato e operava, (come ancora opera) in totale spregio e violazione delle norme di cui al d. lgs. n. 626/'94;

8) in risposta a tale missiva, il Prefetto di Modena, con missiva dei 18.01.2003,

Prot. nr. 201/12B - 10/Gab. (doc. 7 all.to), si impegnava a trasmettere alla Questura di Modena, previe intese dirette tra i due Uffici, «la documentazione tecnica necessaria alla elaborazione dei documenti di sicurezza» relativi al predetto Centro Temporaneo dì Permanenza ed Assistenza di Modena.

Ritenuto che:

A) dalla superiore esposizione emergono gravi violazioni della normativa posta a tutela della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, in particolare nel Centro Temporaneo di Permanenza ed Assistenza di Modena;

B) nonostante i ripetuti inviti fatti al datore di lavoro, affinché fossero adottate tutte le misure e prescrizioni imposte ex d. lgs. n. 626/'94, sia prima che dopo l'apertura dei suddetto luogo di lavoro, a tutt'oggi il datore di lavoro dei Centro (come emerge anche dalla missiva dei Prefetto di Modena qui citata come doc. 7) persiste nel perpetrare le violazioni alle norme di cui al d. lgs. n. 626 cit.;

C) i fatti suesposti dovrebbero essere sufficienti, nella specie, per richiedere il sequestro ex art. 321 c.p.p., anche nella sua forma di cui al co. 3 bis della medesima disposizione.

A questa stregua, si propone formale

esposto - denuncia

alla S.V. lll.ma, affinché, previa adozione dei sequestro preventivo, ex art. 321 c.p.p., della struttura del Centro Temporaneo dì Permanenza ed Assistenza di Modena, sito in Via La Marmora, anche nella sua forma prevista dal co. 3 bis della citata disposizione, Voglia avviare le indagini per l'accertamento dei fatti "ut supra" dedotti, come meglio risultanti dai documenti qui allegati, e, laddove Ella li ritenga provati e fondati, Voglia esercitare l'azione penale nei confronti dei datore di lavoro dei Centro Temporaneo di Permanenza ed Assistenza di Modena, sito in Via La Marmora, ovvero di qualunque altro soggetto che sarà ritenuto responsabile delle succitate violazioni alle norme dei d. lgs. n. 626/'94, perpetrate nel predetto Centro, e, per l'effetto, perseguirlo e punirlo secondo giustizia.

Ai fini dell'indagine: a) si chiede che la S.V. lli.ma Voglia sentire l'odierno esponente, in ordine ai fatti descritti nei documenti qui allegati; b) si depositano e allegano i docc. da 1 a 7 citati nella superiore esposizione.

Con Osservanza.

Modena lì, 07 aprile 2003

BUTELLI Roberto

 

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